Il primo mistero della gloria

Risorgere significa tornare in vita, sorgere da morte, o anche sollevarsi da una condizione miserevole, essere di nuovo edificati.

Con la resurrezione di gesu’ siamo messi nella condizione di poter sperimentare questi significati nella nostra vita.

Non esiste situazione, per quanto disperante, che Gesu’ con la sua morte e resurrezione non abbia assunto su di se e alla quale non abbia dato la possibilita’ di essere cambiata. Anche se fossimo come edifici distrutti abbiamo la possibilita’ di essere ricostruiti, riedificati. unico requisito alla nostra personale resurrezione e’ quella di accogliere Gesu’ come nostro salvatore, come signore della nostra vita. e darne a lui il timone.

Spesso non e’ facile, perche’ alcune vicende esistenziali, di cui siamo testimoni, ci destabilizzano, tendono a far emergere la nostra razionalita’ e la nostra logica umana, che quasi mai combacia con quella divina, almeno non di primo impatto.

Tendiamo a farci guidare dalle nostre emozioni e dai nostri sentimenti, e quando quello che desideriamo stenta a realizzarsi, o si realizza in tempi diversi dai nostri, siamo subito pronti a mettere tutto in discussione. ci prendono lo scoraggiamento, la sfiducia, l’umana debolezza. Mi e’ capitato di rivedere, pochi giorni fa in tv, la storia di San Pietro e dei primi apostoli della chiesa nascente, ed era sorprendente la loro capacita’ di mettere tutto nelle mani di gesu’ con totale abbandono, anche e soprattutto quando le cose sembravano fiaccare ogni speranza, ma essi avevano una consapevolezza straordinaria che il signore era con loro e non li avrebbe mai abbandonati, perche’ cosi’ aveva detto prima di morire.

Allora prima di tutto credere nella sua parola, che e’ verita’, lodarlo e ringraziarlo, perche’ lui sa cosa fare e come fare per salvarci.

Certo loro lo hanno visto, hanno vissuto con lui, gli hanno parlato, e soprattutto lui ha parlato loro ed e’ stato ascoltato. ma lui parla ancora oggi, parla a noi che siamo qui, e a tutti gli uomini. Il punto e’, noi sappiamo ascoltarlo? o preferiamo ascoltare la nostra ragione e la nostra logica? E’ proprio qui il dilemma. non potremo mai risorgere a vita nuova, se non lasciamo che la nostra vita sia guidata, una volta per tutte, dallo spirito del risorto, invece che dalle nostre passioni come l’orgoglio, la presunzione, la superbia di crederci maggiormente in grado di poter fare qualcosa di buono, senza di lui.

In effetti niente ha senso se non in funzione della luce vitale e divina che si cela in ogni situazione e la resurrezione di Gesu’ ha voluto significare proprio questo, dare un senso nuovo a tutte le cose. Anche a quelle piu’ assurde e destabilizzanti come la morte fisica o la malattia invalidante o tutto quello che sembra annientarci se non lo affrontiamo con cristo, per Cristo e in cristo risorto. Allora si, anche se siamo nella morte, possiamo risorgere.



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