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Messaggio 27 aprile 2023

GESUÌ€ EÌ€ GIAÌ€ VENUTO MA NON LO ABBIAMO ANCORA ACCOLTO

Premesso che ringrazio di cuore la mia cara amica che, amorevolmente, ieri sera mi ha in invitato ad uno degli incontri di preghiera che lei frequenta e che si avvale di un sacerdote che fa loro delle catechesi sulla Divina VolontaÌ€. Ero attratta proprio da questo argomento e sono andata molto volentieri. Ma ahimeÌ€ sono rimasta sconcertata dalla predicazione di questo sacerdote! Mi eÌ€ sembrato di tornare al Medio Evo, parlava solo di regole da rispettare, abbigliamento da portare, comportamenti da adottare, non una parola sull’amore e sullo spirito di Dio che ci abita e che dovremmo incarnare e testimoniare. Parlando del peccato originale ha definito l’embrione appena fecondato “giaÌ€ marcio” e contaminato. Ma si puoÌ€ parlare cosiÌ€ della vita creata da Dio?? Insomma un disprezzo totale per l’essere umano! Sono uscita allibita!

Mi chiedo, per questo sacerdote, dove stia la libertaÌ€ che GesuÌ€ eÌ€ venuto a portare se ai 613 precetti degli ebrei che lui contestava dando scandalo e facendosi crocifiggere, guarendo di sabato, accarezzando i lebbrosi, mangiando con i peccatori, accogliendo e amando tutti, oggi ci ritroviamo con altrettante regole e riti esteriori da rispettare alla lettera pena sentirsi indegni di Dio? Non vedo differenza tra questa predicazione e quella dei farisei. Poi la sua reazione alla mia domanda: “come si concilia questa totale sottomissione e osservanza di riti e regole con la frase “ama e fa cioÌ€ che vuoi” di Agostino?”

Mi ha sconcertato la sua reazione, mi ha guardato senza rispondermi, anzi facendomi sentire come una che non capisce niente, con aria sbigottita come se la mia convinzione sul fatto che Dio si serva di noi, sue creature, per diffondere il suo regno, cioeÌ€ il suo amore, sulla terra fosse una eresia. Una predicazione di questo tipo continua a lasciare l’uomo nella paura di disobbedire, piuÌ€ che nella libertaÌ€ dell’amore e della vita che vengono da Dio! Praticamente come vivevano gli ebrei al tempo di GesuÌ€. Allora non eÌ€ cambiato niente?!
Sono convinta che questa visione integralista e oscurantista sia cioÌ€ che abbia svuotato le chiese. Non voglio giudicare chi si trova suo agio in questo clima e forse ha bisogno di concepire l’amore per Dio solo nella totale osservanza delle regole, ma la mia esperienza spirituale mi dice che esiste un altro modo per amare e sentirsi amati che non sta nel vivere appesantiti da pesi caricati sulle nostre spalle da altri, ma segue il richiamo d’amore di un Dio che ci chiama si, alla responsabilitaÌ€ ma anche ad accogliere cioÌ€ che siamo, cosiÌ€ come siamo, affinché ogni resistenza sia abbattuta per poter far entrare la luce di Cristo. SaraÌ€ questa ad illuminare ogni buio e a riportare la nostra essenza alla sua originale bellezza. Non saranno regole e regolette varie rispettate a garantirci una reale e autentica relazione con Dio, ma la vera fiducia in Lui.
Ieri sera io cercavo sollievo dello Spirito e sono uscita con una pesantezza inaudita. Ma anche con una certezza in piuÌ€. Io sento nel mio cuore che non dobbiamo dimostrare a Dio di amarlo per essere cosiÌ€ accettati, ma dobbiamo accettare il suo amore per essere trasformati. Si tratta proprio di un cambio di prospettiva. Lui eÌ€ giaÌ€ venuto, ma noi ancora non lo riconosciamo e non lo accogliamo! E ho l’impressione che non lo conosca veramente neanche il sacerdote di ieri sera.
Il giorno dopo rivolgendomi a Ghigo ho pensato: Signore mantienimi nella luce di verità.

Polly so che certi argomenti circa la sequela di regole e il rispetto di criteri secondo la dottrina ti lasciano a volte perplessa facendo riaffiorare quel senso di rifiuto per tutto cioÌ€ che costringe le anime piuÌ€ che liberarle. Con alcune di esse, peroÌ€, eÌ€ necessario procedere per gradi e rispettare il loro stato di apertura. Solo quando l’anima eÌ€ pronta si puoÌ€ passare ad un livello successivo nel rapporto spirituale con Dio. Ci vuole maturitaÌ€ anche in questo. “Chi non torneraÌ€ come un bambino non entreraÌ€ nel regno dei cieli”. PuoÌ€ sembrare un concetto in contrasto con cioÌ€ che ho appena scritto ma non eÌ€ cosiÌ€, ti spiego perché.

Essere bambini nello spirito richiede una profonda crescita interiore che acquisisce solo colui che raggiunge un’intensa maturitaÌ€ spirituale e non ha piuÌ€ bisogno di vincoli esteriori per accettare di essere amato. La sua anima diventa un tutt’uno con Dio e non si chiede piuÌ€ se eÌ€ amata ,sa di esserlo e questa consapevolezza la rende pienamente libera da ogni pretesa, da ogni prova del fatto che lo sia. Conosce la veritaÌ€ e questo le basta per arrendersi all’amore, come fa un bambino che si fida e si affida totalmente al genitore. Quando il genitore eÌ€ Dio mi pare che complicazioni non ce ne possano essere, dunque la paura infantile di non essere degni sparisce e subentra la certezza di essere preziosi e desiderati. Questa realtaÌ€ porta sia guarigione, sia luce all’anima e le apre le porte del cuore restituendole integritaÌ€ e perfezione come quando si eÌ€ bambini. La purezza e l’innocenza tornano al loro posto e la vita vera riprende a scorrere. Ghigo